LE ORIGINI DEL PADEL A BARCELLONA

Come, quando e dove è nato il Padel a Barcellona?

Barcellona è la città dove vivono alcuni dei migliori giocatori e giocatrici al mondo (Belasteguin, Tapia, Marta Marrero, Ari Sanchez, ecc), l'unica città al mondo che ha ospitato tutti gli anni il torneo internazionale (con i diversi circuiti che ci sono stati fino ad arrivare a Padel Pro Tour e l'attuale World padel Tour). Inoltre la federazione catalana è quella che vanta più tesserati in Spagna (25 per cento).

Come, quando e dove è nato il Padel a Barcellona? Curiosamente in un club di golf. Il primo campo (che ora non c'è più) fu costruito nel 1984 al Real Club de Golf el Prat, quindi in una zona vicina all'aeroporto. I soci del circolo approvarono in assemblea la costruzione del primo campo, che per i nostalgici aveva le caratteristiche del vero Padel: muro (non vetro), cemento rosso (non tappeto verde o blu) e grata lenta, con "pico" nelle pareti laterali.

Prima partita di Padel a Barcellona, 1984

Le racchette erano fatte in legno. E le palline? Erano quelle da tennis perchè i primii anni il Padel non aveva una industria propria. Nella partita inaugurale al Prat non c'era arbitro, ai giocatori era permesso servire anche sopra la vita e quando la pallina usciva dalla porta laterale veniva considerato come errore. Logicamente a quei tempi non esisteva il gioco esterno.

Successivamente furono costruiti campi in altri posti della città, tutti nei circoli di tennis più importanti dove c'erano noti protagonisti del tennis mondiale. Ad esempio il Bonasport, club fondato da Manolo Orantes, vincitore del Masters e dell'Open USA negli anni 70, questo circolo ha avuto la più forte squadra in Spagna con i fratelli Joaquín e Oscar Not. Al Bonasport ancora esistono i cinque campi in muro, ai quali si sono aggiunti tre di vetro.

Bonasport, protagonista del Padel anni '80

Altro classico del padel catalano è il Real Club de Polo, dove il Padel nacque tra gli altri con la dinastia dei Gisbert, il padre leggenda del tennis e il figlio ex WPT). Proprio il Polo (22 campi attualmente) è il club di cui ha fatto parte Fernando Belasteguin negli ultimi 15 anni.

Il Club de Tenis Ciudad Diagonal (circolo dove i primi anni sono cresciuti Emilio e Arantxa Sanchez Vicario) ha fatto la storia del padel catalano. Proprio lì negli anni '80 e'90 si sono disputati i tornei più importanti del mitico circuito Beefeater e dei diversi circuiti esistenti fino alla nascita del circuito catalano vero e proprio.

Ciudad Diagonal, alla periferia della città

La febbre padelera inizió ad estendersi e altri due circoli di alto livello fecero costruire i suoi campi. Uno fu Can Melich, alla periferia della città. L'altro fu il Real Club de Tenis Barcelona 1899, probabilmente il circolo più emblematico del tennis mondiale (innumerevoli campioni spagnoli e internazionali ne hanno fatto parte negli ultimi 50 anni tra cui gli attuali Rafa Nadal e l'italiano Fabio Fognini, inoltre è la sede degli Internazionali di Tennis di Spagna). La squadra di Padel di questo club ha avuto grandi giocatori nella sezione Padel, tra cui Enric Sanmarti, Cristian Gutierrez e Uri Botello.

Come curiosità, un campo fu fatto in una palestra in pieno centro, esattamente in una piccola traversa del Paseo de Gracia a pochi metri dalla famosa Pedrera di Gaudí. Quel circolo si chiamava Crack Barcelona e fu creato da alcuni giocatori del Barça e della nazionale spagnola: Victor Muñoz (giocó anche nella Sampdoria con Vialli e Mancini) e Pichi Alonso, un goleador che a fine carriera nelle file dell'Espanyol eliminò il Milan di Sacchi e degli olandesi in Coppa Uefa. Quel campo era un 16 x 8 (non c'era più spazio) ma era ottimo sia per giocare doppio che nel singolo.

Negli anni '80 il Padel a Barcellona era chiaramente uno sport d'elite, non alla portata di tutti. Non esisteva la federazione nè alcun ente organizzativo vero e proprio. Per potere giocare bisognava essere socio di uno dei circoli descritti. Con i pochi giocatori che c'erano, senza che esistessero professionisti della gestione, senza i social network e senza le applicazioni e il whatsapp non era facile organizzare una partita. Ci fu bisogno di aspettare agli anni '90 per vedere la prima crescita.

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